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Pulsatilla, rimedio del Rifiuto e Abbandono

Aggiornamento: 27 ago 2023

Conosciamo il ruolo del rimedio Pulsatilla nella Ferita di Rifiuto/Abbandono



Il trauma maggiore è il rifiuto o la sensazione di essere rifiutati, non amati e non voluti. Tutto gira intorno a questo tema. La causa probabile è una separazione forzata dalla madre subito dopo il parto, o un genitore che all'inizio della vita è assente. Pensano di non essere amati abbastanza, o di non esserlo mai stati, e potrebbe essere vero. Una grossa ferita che si crea poi successivamente a questa è il tradimento. Possono star male anche per spavento, dolore, cattive notizie, umiliazione o delusione ed essere turbati dalla troppa eccitazione.


Personalità


L'immagine del gattino o del cane riassumono bene Pulsatilla pratensis. Come il gattino amano essere accarezzati, apprezzati, essere oggetti di attenzione e quasi fanno le fusa, facendosi prendere su come un bambino, forse per tutta la vita e sedendosi in grembo alla mamma, specialmente se lo vuol fare un altro fratello. Cercano di essere i primi a stare sulle ginocchia, a ricevere attenzione e coccole. In seguito raggirano i genitori per continuare a essere coccolati e la loro domanda preferita è: "Mi vuoi bene?".

Come un cane che abbaia, sono di mentalità chiusa, si fissano su se stessi, cercano di ricevere attenzioni, sono fanatici, dogmatici, maniaci. Questa idea fissa si basa sull'insicurezza dell'abbandono, che è stata l'esperienza che ha plasmato la loro vita.


La separazione alla nascita, un genitore che scompare, un padre assente, la morte di un genitore da piccoli: spesso la radice è da trovare qui. Le donne, determinate e desiderose di compagnia, diventano madri molto giovani. Sono le madri archetipiche, vogliono avere tanti figli per riempire il vuoto dell'abbandono. Sono molto tenere e attente con i figli, ma diventano facilmente iperprotettive, per compensare i propri traumi. Tutto è collegato all'attenzione che cercano di ottenere per soddisfare il loro bisogno profondo e apparentemente insaziabile. Vogliono essere compatite. Cedere ed essere sottomessi sono tratti molto comuni e abbinati a un comportamento manipolatorio che spesso serve per fare a modo proprio. Il bambino si aggrappa ai genitori, la moglie al marito.


Essendo rimasti a uno stadio infantile, naturalmente piangono a ogni minima occasione e facilmente esagerano. Quando crescono diventano più seri e nascondono i singhiozzi, ma sotto sotto le cose non cambiano, la strategia è sempre quella di cercare attenzione. Piangono anche quando sono arrabbiati: le due situazioni si confondono facilmente in Pulsatilla pratensis. Sono persone molto amichevoli, serie e desiderose di essere coinvolte emotivamente. Diventano dipendenti e quindi fanno fatica a rompere una relazione. Sono ordinati, spesso per un senso di disgusto, e di conseguenza sono maniaci della pulizia.


Una leggera gelosia è comune.

La delicatezza è un'altra sua caratteristica.


Hanno un carattere mutevole: cambiano umore spesso e ogni volta che si incontrano bisogna valutare qual è quello attuale. Sono calorosi e di solito non hanno sete. Arrossiscono facilmente e hanno bisogno di aria aperta. Sono grassottelli, spesso di carnagione chiara, e hanno paura di impazzire. Hanno un grande desiderio di dolci, burro, formaggio e odiano il grasso, che fa loro male, e la carne di maiale.

Digeriscono male i gelati e qualsiasi grasso. I bambini e gli adulti dormono a pancia in su con le mani sopra la testa o sulla fronte. I peggiori momenti della giornata sono la mattina e la sera. L'aria aperta migliora sempre le loro condizioni. Si vedono spesso seduti vicino a finestre e i bar mal ventilati non fanno per loro.


Tratti caratteristici


Assenza di sete. Persone calorose che hanno bisogno di tanta aria fresca. Cercano attenzione, vogliono compagnia. Si sentono abbandonati. Non gli piacciono i grassi. Gli piacciono i dolci. Gelosi. Piagnucolosi, desiderano essere consolati.


Sintomi mentali più comuni


Gli aspetti più caratteristici della sua personalità sono: un forte senso di abbandono, la labilità affettiva con facilità al pianto e alla commozione, la remissività, la meticolosità, la tendenza all'introspezione critica, la capricciosità e l'impulsività. L'intensa necessità di amore, gli atteggiamenti di dipendenza, sottomissione e passività, l'aggressività mascherata sotto comportamenti conformistici e compiacenti al fine di non risvegliare sensi di colpa, l'estrema suscettibilità alle frustrazioni e la vulnerabilità alle situazioni di rifiuto, di abbandono e di perdita reale o fantasmatica, rappresentano dei tratti premorbosi di tipo depressivo. Il forte senso di abbandono, vissuto a torto o a ragione, viene attenuato o esasperato dalle circostanze ambientali e dagli eventi più o meno fortunati, ma spesso si trascina per tutta la vita.


Fondamentalmente rivela la ricerca della madre e di quell'amore la cui visione resta piuttosto infantile e incontra molte difficoltà nel maturare e nel divenire adulto.


L'immaturità affettiva condiziona la spiccata volubilità, caratterizzata da capricciosità e intense fluttuazioni del tono dell'umore, l'impulsività, il disordine della sessualità, una notevole inibizione, l'egocentrismo, gli atteggiamenti di teatralità e di inautenticità con esibizionismo e vanità, ma anche una ribellione alla sensazione di impotenza e al bisogno di protezione.

L'incapacità di fondare le proprie sicurezze sui successi personali e sul proprio giudizio critico, lo rende incline ad affidarsi completamente agli altri e a pretendere amore, stima e sostegno. Il bisogno esasperato di essere accettato e amato lo rende accomodante, remissivo, a volte servile e sottomesso. Lo induce a utilizzare meccanismi di richiesta infantili o indiretti, al fine di scongiurare possibili rifiuti e per evocare solidarietà, aiuto e consolazione.


In genere si lamenta e piange per richiamare l'attenzione quando sa di poter essere ascoltato, ma soffre in silenzio con sottomissione e umiltà, quando teme un rifiuto o un possibile abbandono. La sua carica affettiva è intensa ma permeata di notevole egocentrismo. Lo rende affettuoso, sentimentale e compassionevole, ma incline a identificarsi nelle pene altrui e ad autocommiserarsi.

Ama perché vuole essere amato, aiuta perché vuole essere aiutato, prova compassione per gli altri perché vuole essere compreso, piange per gli altri ma in fondo libera lacrime compresse e già pronte a riversarsi su se stesso. L'aggressività in genere scaturisce da una mancata risposta alle sue richieste affettive, dalla constatazione che la sua disponibilità viene scambiata per debolezza e dalla mancata realizzazione personale. La donna spesso cerca di trovare la sua realizzazione in seno alla famiglia, dedicandosi al marito e ai figli in modo totalizzante. Ama il marito ma esige costantemente appoggio, sostegno economico e comprensione. Ama i figli, li bacia, li accarezza ma in parte si identifica e proietta su di loro l'amore che cercava da bambina.

Talvolta, la violenta brama di gratificazione narcisistica, la può indurre a cercare approvazione e plauso atti a soddisfare la sua ambizione. In questi casi s'impegna nel lavoro, cerca di raggiungere il benessere economico e una posizione sociale che le consentano di provvedere a se stessa, di «comprare l'affetto» e di preservarsi da possibili perdite affettive.

Anche nell'uomo sono di frequente riscontro problematiche sessuali, odio nei confronti della donna e una certa difficoltà nell'assumersi responsabilità e nel gestire il suo ruolo maschile in seno alla famiglia.

In entrambi i sessi la carica affettiva può essere di frequente sublimata in ideali intellettuali, artistici e religiosi. In quest'ultimo caso sono spesso presenti esasperazioni, elementi devianti da una pura fede religiosa e tabù sessuali vanamente affogati in una castità obbligata.

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